L’attenzione per le lingue di origine di studenti e studentesse e il loro riconoscimento c’è sempre stato da parte del Cestim in tutte le sue attività a scuola. Si sono sempre date ai volontari e ai facilitatori le seguenti indicazioni:
Da alcuni anni l’interesse del Cestim per la valorizzazione del plurilinguismo delle classi come risorsa didattica, culturale e cognitiva ha portato alla costituzione di un gruppo di ricerca che ha raccolto e studiato materiali, partecipato a seminari e convegni, curato relazioni con importanti progetti e ricercatori a livello nazionale, condividendo con tutto lo staff di collaboratrici e collaboratori:
Si è iniziato a dare a tutti i collaboratori all’interno dei vari progetti scolastici indicazioni ed esempi per realizzare:
E si è pensato anche di proporre ogni anno alle scuole di ogni ordine e grado del territorio un progetto in occasione della annuale Giornata della Lingua Madre.
La Giornata della Lingua Madre
Dal 1999 ogni 21 febbraio si celebra nel mondo la Giornata
Internazionale della Lingua Madre istituita dall’UNESCO per
affermare il valore di ciascuna lingua madre e del
plurilinguismo. La data è stata scelta per ricordare il 21
febbraio 1952, giorno in cui alcuni studenti bengalesi
dell’Università di Dacca, furono uccisi dalle forze di polizia
del Pakistan (che allora comprendeva anche il Bangladesh),
mentre protestavano contro l’imposizione della lingua urdu nel
loro Paese e rivendicavano l’ufficialità del bengalese. Questa
celebrazione offre a quanti lavorano nella scuola l’occasione
per promuovere l’attenzione sul valore della lingua madre e
sull’attuale ricchezza plurilinguistica delle nostre scuole,
delle nostre classi e delle biografie dei nostri studenti, sulla
sua valenza educativa e culturale, sulla grande potenzialità che
rappresenta per far acquisire a tutti gli studenti la
consapevolezza dei loro percorsi formativi sia
nell’apprendimento linguistico sia nella costruzione di una
mentalità aperta e di un profilo di cittadinanza partecipe e
attiva.
La pedagogista Graziella Favaro, che da anni si occupa dei
processi educativi legati alla migrazione attraverso lavori di
ricerca, scrittura, formazione, elaborazione di materiali, nei
suoi frequenti interventi sulla lingua madre ci ricorda come
ogni lingua racconti il mondo a modo suo e come “attraverso i
primi contatti comunicativi con l’ambiente che lo circonda il
bambino non acquisisce soltanto uno strumento di espressione, ma
anche le regole e le rappresentazioni condivise, i significati e
il suo posto nel mondo. Interiorizza una logica e un ordine
concettuale che lo struttura e lo modella. Costruisce giorno
dopo giorno la sua storia attraverso quella lingua.”
La lingua madre, secondo le parole del linguista Tullio De Mauro
“innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, le
associazioni, gli schemi mentali”, è la prima lingua, che non
ostacola però i successivi apprendimenti, al contrario
costituisce la base che apre a nuovi linguaggi e ad abilità
cognitive e metacognitive, perché con essa abbiamo imparato a
esplorare il mondo, dare parole a storie ed esperienze, nominare
e riconoscere emozioni, esprimere sentimenti e bisogni,
costruire relazioni.
Per questi motivi è importante nelle nostre scuole, e non solo
il 21 febbraio, valorizzare le lingue di origine di studenti e
studentesse dai dialetti regionali, alle lingue delle minoranze,
alle nuove lingue delle ragazze e dei ragazzi con origini
migratorie, dando loro visibilità negli spazi scolastici con
indicazioni e avvisi plurilingui, arricchendo le biblioteche
scolastiche di libri e glossari in versione bilingue,
organizzando attività didattiche interculturali soprattutto sul
lessico e sulla narrazione di storie e usanze, sostenendo e
rassicurando i genitori immigrati nell’uso del codice materno
con i loro figli. Dall’utilizzo delle lingue madri a scuola,
possono derivare per i docenti sia la conoscenza delle
competenze plurilingui dei loro studenti (vedi raccolta delle
biografie linguistiche) sia la consapevolezza che l’esposizione
a più lingue favorisce anche per gli studenti italofoni la
competenza metalinguistica e predispone all’apprendimento delle
lingue.
I progetti proposti finora:
Per maggiori informazioni, è possibile contattarci tramite l’indirizzo mail progettispeciali@cestim.it