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LINGUA MADRE E PLURILINGUISMO 

Progetti Cestim e Giornata della Lingua Madre

Immagine di riferimento per la pagina interna 1

L’attenzione per le lingue di origine di studenti e studentesse e il loro riconoscimento c’è sempre stato da parte del Cestim in tutte le sue attività a scuola. Si sono sempre date ai volontari e ai facilitatori le seguenti indicazioni:

  • promuovere l’uso delle lingue di origine da parte di studenti e studentesse in famiglia e sensibilizzare i docenti sul fatto che non sono ostacoli ma anzi risorse per l’apprendimento dell’italiano lingua2
  • riconoscere il bilinguismo di studenti e studentesse valorizzando le lingue madri attraverso letture bilingui e attività interculturale
  • suscitare in studenti e studentesse sia la consapevolezza del loro bilinguismo, sia la curiosità e l’interesse per le lingue dei compagni attraverso la riflessione metalinguistica a partire anche da semplici azioni di confronto fra le loro rispettive lingue sul lessico, sui significati delle parole, sulla fonologia.

Da alcuni anni l’interesse del Cestim per la valorizzazione del plurilinguismo delle classi come risorsa didattica, culturale e cognitiva ha portato alla costituzione di un gruppo di ricerca che ha raccolto e studiato materiali, partecipato a seminari e convegni, curato relazioni con importanti progetti e ricercatori a livello nazionale, condividendo con tutto lo staff di collaboratrici e collaboratori:

  • studi, progetti, documenti europei importanti soprattutto sugli approcci plurali alle lingue e alle culture
  • l’idea della positiva interazione che si crea tra l’insegnamento della L2 e la valorizzazione del bilinguismo degli studenti e del plurilinguismo delle classi, all’interno di una concezione globale di educazione linguistica che favorisce negli studenti lo sviluppo sinergico dei saperi, del saper fare e del saper essere come ci suggerisce il Carap (Quadro Europeo di Riferimento per gli Approcci Plurali alle Lingue e alle Culture).

Si è iniziato a dare a tutti i collaboratori all’interno dei vari progetti scolastici indicazioni ed esempi per realizzare:

  • La rilevazione dei repertori linguistici e le biografie linguistiche disegnate di studenti e studentesse
  • Le bacheche e i giochi plurilingui in classe
  • I cartelli plurilingui nella scuola per rendere linguisticamente inclusivo l’ambiente scolastico (schoolscape linguistico inclusivo).

E si è pensato anche di proporre ogni anno alle scuole di ogni ordine e grado del territorio un progetto in occasione della annuale Giornata della Lingua Madre.

La Giornata della Lingua Madre
Dal 1999 ogni 21 febbraio si celebra nel mondo la Giornata Internazionale della Lingua Madre istituita dall’UNESCO per affermare il valore di ciascuna lingua madre e del plurilinguismo. La data è stata scelta per ricordare il 21 febbraio 1952, giorno in cui alcuni studenti bengalesi dell’Università di Dacca, furono uccisi dalle forze di polizia del Pakistan (che allora comprendeva anche il Bangladesh), mentre protestavano contro l’imposizione della lingua urdu nel loro Paese e rivendicavano l’ufficialità del bengalese. Questa celebrazione offre a quanti lavorano nella scuola l’occasione per promuovere l’attenzione sul valore della lingua madre e sull’attuale ricchezza plurilinguistica delle nostre scuole, delle nostre classi e delle biografie dei nostri studenti, sulla sua valenza educativa e culturale, sulla grande potenzialità che rappresenta per far acquisire a tutti gli studenti la consapevolezza dei loro percorsi formativi sia nell’apprendimento linguistico sia nella costruzione di una mentalità aperta e di un profilo di cittadinanza partecipe e attiva.

La pedagogista Graziella Favaro, che da anni si occupa dei processi educativi legati alla migrazione attraverso lavori di ricerca, scrittura, formazione, elaborazione di materiali, nei suoi frequenti interventi sulla lingua madre ci ricorda come ogni lingua racconti il mondo a modo suo e come “attraverso i primi contatti comunicativi con l’ambiente che lo circonda il bambino non acquisisce soltanto uno strumento di espressione, ma anche le regole e le rappresentazioni condivise, i significati e il suo posto nel mondo. Interiorizza una logica e un ordine concettuale che lo struttura e lo modella. Costruisce giorno dopo giorno la sua storia attraverso quella lingua.”

La lingua madre, secondo le parole del linguista Tullio De Mauro “innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, le associazioni, gli schemi mentali”, è la prima lingua, che non ostacola però i successivi apprendimenti, al contrario costituisce la base che apre a nuovi linguaggi e ad abilità cognitive e metacognitive, perché con essa abbiamo imparato a esplorare il mondo, dare parole a storie ed esperienze, nominare e riconoscere emozioni, esprimere sentimenti e bisogni, costruire relazioni.

Per questi motivi è importante nelle nostre scuole, e non solo il 21 febbraio, valorizzare le lingue di origine di studenti e studentesse dai dialetti regionali, alle lingue delle minoranze, alle nuove lingue delle ragazze e dei ragazzi con origini migratorie, dando loro visibilità negli spazi scolastici con indicazioni e avvisi plurilingui, arricchendo le biblioteche scolastiche di libri e glossari in versione bilingue, organizzando attività didattiche interculturali soprattutto sul lessico e sulla narrazione di storie e usanze, sostenendo e rassicurando i genitori immigrati nell’uso del codice materno con i loro figli. Dall’utilizzo delle lingue madri a scuola, possono derivare per i docenti sia la conoscenza delle competenze plurilingui dei loro studenti (vedi raccolta delle biografie linguistiche) sia la consapevolezza che l’esposizione a più lingue favorisce anche per gli studenti italofoni la competenza metalinguistica e predispone all’apprendimento delle lingue.

I progetti proposti finora:



Per maggiori informazioni, è possibile contattarci tramite l’indirizzo mail progettispeciali@cestim.it


Il Cestim è sostenuto da
Fondazione Sanzeno